Penitenziagite!

luglio 26, 2009

L’educazione cattolica e la tendenza al ribellismo hanno provocato, nel sottoscritto, un’antica passione per le miriadi di movimenti eretici di cui è piena la nostra storia. Del resto se l’Europea per secoli è stata intrisa di cristianesimo in ogni sua espressione, se la grande letteratura ci ha parlato di inferni e paradisi e la grande arte ha raffigurato santi e madonne, è del tutto normale che anche le rivolte di quei secoli siano nate e cresciute in ambito cristiano. Ma tra tutti i personaggi di quelle storie, dal Coniatore a Jan Hus, nessuno ha mai colpito la mia immaginazione quanto fra’ Dolcino, con la sua bellissima e diabolica Margherita, i suoi inni all’amore libero e alla lotta di classe, il suo essere hippie e materialista dialettico con svariati secoli di anticipo.
Sarà stata colpa di Eco senza dubbio, ma, per dire, quando, ere geologiche fa, il sottoscritto e il suo degno compare di ciaccole post-Social Forum progettavano di occupare la vecchia filanda della città per trasformarla nel centro sociale che avrebbero voluto (con l’hard rock in prima serata e la paccottiglia disobba il lunedì mattina, “tanto non si sveglieranno mai in tempo”), non ci fu alcuna discussione sul nome da dare al futuro covo di sovversivi: il Dolciniano.

È per questo che, sicuro del l’appoggio del mio socio, dichiaro che Malingut sostiene ufficialmente questa petizione e si associa al commento lasciato da Paolo Ferrero:

giusta la lapide per un uomo retto, credente e rivoluzionario

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